Il Make-up Vintage

Che forma avevano i prodotti di make-up alla fine dell’Ottocento e l’Inizio del Novecento? Le nostre nonne, bis-nonne, quali trucchi avevano a disposizione? Ma soprattutto, le aziende, come sponsorizzavano i loro prodotti? E quanto è cambiato il make-up grazie ai social?

Mascara Maybelline realizzato con carbone vegetale.

I prodotti di Make-up durante la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento furono in quel periodo una vera e propria rivoluzione, la donna, grazie al progresso iniziò ad avere un ruolo importante all’interno della società, non era soltanto una mamma, una moglie, finalmente iniziava ad essere anche una donna libera di esprimere il proprio interesse verso qualcosa che non riguardasse solamente ” faccende di casa o lavori domestici”. Ma andiamo per gradi..

Packaging a forma di pistola contenente all'interno cipria, piumino e proiettili.
Rossetto proveniente da Nurnberg ( Germania)

Durante la fine dell’Ottocento le aziende produttrici di cosmetici, dedicavano la loro campagna pubblicitaria in grandissima parte alle donne benestanti borghesi uniche privilegiate dei salotti del tempo. Come puoi buon vedere dalle foto fissate in alto, i packaging erano molto particolari, a tratti divertenti e fuori dal comune; Prestando attenzione alla foto di destra, noterai subito la cura per i dettagli e le incisioni del rossetto rosso ( colore alterato dall’ossidazione dovuta al tempo)  e all’ involucro a forma di pistola da esporre quasi come un cimelio. Nessuno avrebbe mai imaginato che una volta aperto il coperchio contenesse all’interno una cipria, un piumino e ben due proiettili. Dobbiamo ricordare che in quel periodo storico, il make-up era assolutamente un bene di lusso accessibile ad una nicchia privilegiata di donne, alcuni pezzi erano davvero unici ed inimitabili e le leghe utilizzate per le lavorazioni eccellenti.

A questo punto la domanda sorge spontanea.. Perché? Perché il make-up rispetto ai giorni nostri aveva un’altra filosofia di vendita e nell’utilizzo dello stesso? Semplice, le aziende puntavano esclusivamente alle donne ricche in quanto quest’ultime apprezzavano il lusso ed il buon gusto. Ad oggi potremmo pensare ” che cafonata! Chi andrebbe in giro con una finta pistola con dentro la cipria?” – Effettivamente il ragionamento non fa una piega- In quel periodo l’importante era distinguersi – avere qualcosa che nessun’altra potesse avere- era simbolo di ricchezza, simbolo di ricchezza.

Quando prese sopravvento il make-up tra il proletariato? Per questo si dovette aspettare l’inizio del Novecento, esattamente 1920-1930, quando durante le opere teatrali le attrici comparivano truccate tramite ceroni e colori molto forti per contrastare le luci soffuse del teatro stesso, uno dei colori più utilizzati era proprio il bianco in quanto creava luminosità soprattutto negli occhi ed il rosso scuro nelle le labbra per assicurarsi che a distanza di 20 metri circa si vedessero perfettamente i tratti da tenere in risalto. Proprio in questo periodo l’azienda Max Factor prese il sopravvento creando i primi ceroni in assoluto chiamati GREASE PAINT che in un secondo momento vennero rivisti e modificati per adattarsi ai cambiamenti delle luci all’interno dei teatri. Sempre più donne così, iniziarono ad affascinarsi al mondo beauty. Guardando la foto poco sopra, notiamo raffigurato il volto del signor Max Factor. Ad oggi risulta una pratica obsoleta trovare in un packaging il viso dell’ideatore di un prodotto, ma una volta era l’unico metodo per pubblicizzare quanto più veloce possibile e far conoscere il volto del fondatore. Adesso abbiamo i social che ci aiutano a sponsorizzare una qualsiasi attività nel modo più rapido e dinamico possibile. Tornando ai primi del ‘900 era più facile vendere il cosmetico in quanto non esisteva concorrenza ma difficile familiarizzare con il cliente.